Ai sensi dell’art. art. 9-bis, comma 1-bis, del d.P.R. n. 380 del 2001, lo stato legittimo dell’immobile è ricavabile, fra l’altro, dal titolo abilitativo che ha disciplinato l'ultimo intervento edilizio che ha interessato l’immobile nella sua interezza. In mancanza di tale titolo (e di quello che ha previsto o legittimato la costruzione), e sempreché vi sia un principio di prova della sua esistenza, è possibile fornire la dimostrazione dello stato legittimo mediante altri elementi, fra cui le informazioni catastali di primo impianto.

TAR Lombardia, Milano, Sez. II, n. 61 del 7 gennaio 2026


La cooptazione, precedentemente disciplinata dall’art. 92, comma 5, del D.P.R. n. 207/2010 e ora confluito nel comma 12 dell’art. 68 d. lgs. 36/2023, abilita un operatore economico, privo dei prescritti requisiti di qualificazione, alla sola esecuzione dei lavori e nei limiti del 20 per cento del relativo importo, in deroga alla disciplina vigente in materia di qualificazione SOA, con la conseguenza che il soggetto cooptato non può acquistare lo status di concorrente né alcuna quota di partecipazione all'appalto; non può rivestire la posizione di offerente, prima, e di contraente, poi; non può prestare garanzie, al pari di un concorrente o di un contraente; non può, in alcun modo, subappaltare o affidare a terzi una quota dei lavori da eseguire.

TAR Lombardia, Milano, Sez. I, n. 473 del 2 febbraio 2026


Gli atti unilaterali d’obbligo, pur appartenendo al più ampio genus degli atti negoziali e dispositivi coi quali il privato assume obbligazioni, si caratterizzano per essere teleologicamente orientati al rilascio del titolo edilizio nel quale sono destinati a confluire; essi non rivestono un'autonoma efficacia negoziale, ma incidono tramite la stessa sul provvedimento cui sono intimamente collegati, tanto da divenirne un "elemento accidentale", mutuando la terminologia di cui alla nota sistematica civilistica che distingue tra essentialia e accidentalia negotii. In ragione della natura pubblicistica dell’obbligo di cessione deve escludersi la configurabilità della prescrizione estintiva.

TAR Lombardia, Milano, Sez. IV, n. 452 del 31 gennaio 2026